giovedì 12 dicembre 2013

Forcone si, forcone no

La crisi economica che dal 2010 attanaglia il nostro paese in maniera molto forte inizia a creare sfiducia e malcontento molto profondi. La nostra classe politica, per ragioni sulle quali non è questa la sedi di discutere, ha dato risposte non all'altezza. L'esasperazione inizia a colmare animi e menti delle persone. E' dunque nato un movimento di protesta, soprattutto contro la nostra classe politica, il cui messaggio principale a me sembra essere: "visto che non siete in grado di risolvere i nostri problemi andate a casa, almeno non vi paghiamo (e sappiamo quanto li paghiamo!). Im movimento dei Forconi.
Due verità, classe politica inadeguata ed esasperazione.
Una protesta.
Nessuna proposta.
E' questo il punto. Nessuna proposta.
I politici di cui ora ci si lamenta sono stati eletti dal popolo italiano nel febbraio del 2013, meno di un anno fa ed in piena crisi.
Il coraggio di cambiare le cose, quello, o lo si ha o non lo si può comperare.
Ieri sera ho partecipato ad un incontro di imprenditori lombardi a Milano.
Nessun accenno alla classe politica, nessuna lamentela.
Il verbo più utilizzato è stato fare, coniugato alla prima persona presente.
Uniformiamo la nostra vita ai verbi che decidiamo di associare alle nostre azioni.
Ma soprattutto con grande scrupolo assicuriamoci che le nostre azioni riflettano esattamente i nostri pensieri e contribuiscano ad edificare il mondo che vorremmo vivere.








 

domenica 22 settembre 2013

Il primo amore

Papa' come è il primo amore??
Bellissimo tesoro mio.
Dura tanto?
Dipende.
Ma come finisce?
Ti spacca il cuore o non finisce mai.
E a te?
A me ha spaccato il cuore amore.  Così il tuo può durare per sempre.

lunedì 16 settembre 2013

Buongiorno Milano

Ogni mattina si compie il rito mattutino della passeggiata con il cane......Scendo e trovo una signora che porta tutto il peso dei suoi anni sorretto da un sorriso luminoso e solare. Scruta attentamente il suo mazzo di chiavi, ne estrae diligentemente una. Apre il cancello di ingresso per le autovetture. Torna indietro. Apre il portone di casa. Entra e ne esce con  il marito. Insieme trascinano con un sorriso luminoso e solare il peso dei loro anni. A braccetto. Arriva un'ambulanza. Lui sale. Si salutano con un bacio ed un semplice ciao.
Lei scruta di nuovo il suo mazzo di chiavi, richiude il cancello e si incammina sorridente verso casa.
Il mio cagnolino mi ricorda con un abbaio discreto che non ce la fa più.
Mi incammino verso il giardinetto.
Buongiorno Milano.

giovedì 1 agosto 2013

La realtà non si cambia con i pensieri.

Mi ha molto colpito un'intervista di Benedetta Frigerio a don Pigi Bernareggi pubblicata sulla rivista Tempi. Bernareggi è un parroco di prima linea.
Ha passato la sua esistenza in Brasile prendendosi cura dei poveri e degli emarginati.
Ecco come ha definito le persone povere: "I poveri non sono poveri di denari. Sono coloro che in questo mondo disumano che distrugge tutto si sentono travolti e non hanno il coraggio di reagire. Perchè gli manca il motivo per farlo".
Credo che due siano i temi che meritano una riflessione. Il coraggio e la motivazione.
La mancanza di coraggio. Non usa la parola rassegnazione don Bernareggi. Il riferimento alla mancanza di coraggio richiama una energia potenziale che non riesce a diventare dinamica. La rassegnazione è uno stato di carenza di energia.
La mancanza di motivazioni. Motivazioni per passare dalla possibilità alla realizzazione.
Nel primo concetto vi è tutta la forza cristiana del concetto dell'uomo figlio di Dio creato per amore del padre e destinato alla gioia ed alla salvezza eterna. Occorre scavare a fondo, ci esorta don Bernareggi, per rendersi conto di ciò e spalancare le nostre braccia alla gioia. Quanto è vicino questo concetto alle parole a cui ci sta abituando Papa Francesco!
Motivazioni. A me piace pensare che intenda riferirsi concettualmente al convincimento. Convincimento che l'inazione è una non vita. E l'uomo è un essere vivente.
Ma la vita come azione è di tutti gli esseri viventi. A noi è stato dato il dono di agire con senso.
Ricerchiamo dunque il nostro senso ed andiamocelo a vivere!

mercoledì 24 luglio 2013

Coerenza

Francesco D'Alfonso, assessore al commercio del Comune di Milano, ha affermato che lo Stato, attraverso anche le sue organizzazioni periferiche, cioè i Comuni, dovrebbe coniugare la politica economica con la politica sociale. A tal riguardo non dovrebbe concedere beni pubblici in uso, a prescindere dall'economicità dell'operazione, a coloro che hanno rimediato condanne. Ed ha annoverato tra le condanne particolarmente "odiose", soprattutto in questo momento di crisi, l'evasione fiscale.
Coniugare politica economica e Politica (inclusa e non esclusivamente quella sociale) credo rappresenti un vero salto di qualità per la nostra democrazia, necessario e non più eludibile.

Ovviamente va fatto ogni possibile sforzo per evitare di entrare in una sorta di organizzazione "eticistica" dello stato, ma è anche opportuno evitare una deriva totalmente "liberistica" e svincolata da qualsiasi richiamo a valori morali socialmente condivisi e dunque da difendere/perseguire.


Estendendo tale principio, per coerenza, i condannati in via definitiva non potrebbero ricoprire cariche pubbliche.
Estendendo tale principio, autorizzazioni per l'esercizio di attività non meritorie non andrebbero rilasciate, sebbene svolte in locali privati.

Curioso dunque il proliferare di centri massaggi, la cui attività ormai è ampiamente dimostrato non essere cristallina, che si è verificato a Milano.
Od il proliferare di locali di scommesse, piccoli casinò (e chi altri ne ha, li aggiunga).

La coerenza sembra essere virtù difficilmente praticabile in politica........