Quanto si dice in questi giorni in Italia sul senso di responsabilità e sulla necessità di svelenire il clima politico, è cosa che immagino non debba essere ricordata. Voglio però ricordare a tutti voi, a mò di spunto di riflessione, alcune affermazioni dei nostri politici fatte non molto tempo fa.
Da La stampa del 12/4/2006.
"il Professore ha giudicato negativamente l’ipotesi di assegnare una delle presidenze delle Camere all’opposizione: «No, non lo faremo - ha detto Prodi - non fa parte del nostro programma».
Quando Berlusconi all'indomani del voto del 2006 propose la grande coalizione, D'Alema così si esprimeva attraverso le colonne del Corriere della Sera del 12/4/2006:
«Non ritengo che sia una proposta concretamente praticabile» ha tagliato corto il presidente diessino. «Non ci sono le condizioni politiche - ha osservato ancora D'Alema - credo che chi abbia vinto le elezioni anche per poco abbia il diritto-dovere di governare»
Ma la cosa più interessante è quanto affermava il coordinamento dell'Ulivo, in una nota ufficiale, all'indomani della vittoria elettorale, a proposito della legge elettorale in vigore (per capirci quella che non piace a nessuno ma nessuno ha cambiato):
"L'Unione ha quindi rivolto al premier uscente l'invito ad accettare «la legge elettorale imposta dal centrodestra: oggi, con un solo voto in più si vince»".
Mutatis mutandis, con un voto in meno si perde e questa legge elettorale, se ai tempi doveva essere accettata da Berlusconi, perchè oggi deve venire rifiutata da tutti gli altri (cioè proprio da coloro che invitavano ad accettarla)?
La politica è l'arte del probabile, meglio lasciarla tale e non trasformarla nell'arte del ridicolo
Siamo ancora in tempo utile? :-)
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